Ecumenismo: card. Koch (Santa Sede), “non promuove solo ‘l’unità dei cristiani’, ma l’‘unità cristiana’”

“L’uomo ha vocazione all’unità, è chiamato all’unità con Dio, all’unità con se stesso e con il suo prossimo, all’unità con tutta l’umanità. Non a caso il movimento contemporaneo per l’unità è chiamato ‘ecumenico’, a partire da questa parola greca che significa letteralmente ‘di tutta la terra abitata’, suggerendo così la vocazione all’unità di tutta l’umanità. Il movimento ecumenico, quindi, non promuove solo ‘l’unità dei cristiani’, ma l’‘unità cristiana’, cioè l’unità in Cristo di tutta l’umanità, anzi, dell’intera creazione”. Lo afferma il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, nel messaggio al XXVII Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa sul tema “Chiamati alla vita in Cristo. Nella chiesa, nel mondo, nel tempo presente” che si è aperto oggi a Bose per iniziativa della Comunità monastica unitamente alle Chiese ortodosse.
“Di questa unità universale – prosegue il card. Koch – l’unità dei cristiani è il fermento, come diceva il Concilio Vaticano II: ‘tutti gli uomini sono chiamati a questa comune opera, ma a maggior ragione quelli che credono in Dio e, in primissimo luogo, tutti i cristiani, a causa del nome di Cristo di cui sono insigniti’ (UR 12)”. “Papa Francesco – aggiunge il porporato – lo ricorda nell’Evangelii gaudium: ‘l’ecumenismo è un apporto all’unità della famiglia umana’ (EG, 245)”. L’auspicio del card. Koch è che il convegno “possa aiutarci a prendere maggior coscienza di questa opera comune, di questa nostra vocazione a promuovere l’unità dell’umanità, rispondendo così all’esortazione dell’Apostolo ad essere ‘un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione’ (Ef, 4,4)”.

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