Cyberbullismo: Unicef, “oltre un terzo dei giovani vittima di bullismo online in 30 paesi”

Un giovane su tre, in 30 Paesi, ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo online, mentre uno su cinque ha riportato di aver saltato la scuola a causa del cyberbullismo e della violenza. Lo rileva l’Unicef e il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini, comunicando l’esito di un sondaggio cui hanno partecipato oltre 170.000 U-Reporters, fra i 13 e i 24 anni. “I risultati del sondaggio contrastano con l’idea che il cyberbullismo tra i compagni di classe sia unicamente una problematica dei paesi ad alto reddito”. L’esempio indicato è relativo al 34% dei rispondenti in Africa subsahariana, che ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo online. Circa il 39% ha dichiarato di sapere che esistono gruppi privati online all’interno della comunità scolastica in cui i bambini condividono informazioni sui loro coetanei a scopo di bullismo. Parlando apertamente e in anonimato attraverso la piattaforma per il coinvolgimento dei giovani U-Report, circa tre quarti degli adolescenti hanno inoltre dichiarato che “i social network, fra cui Facebook, Instagram, Snapchat e Twitter, sono i luoghi in cui si verifica più comunemente il bullismo online”. “Avere classi ‘connesse’ significa che la scuola non finisce più quando l’alunno esce dall’aula, e, sfortunatamente, non finisce nemmeno il bullismo scolastico – dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore -. Migliorare l’esperienza formativa dei giovani significa dar conto dell’ambiente che incontrano, sia online sia offline”. Per porre fine al bullismo, l’Unicef e i partner chiedono: l’attuazione di politiche per proteggere i bambini e i giovani dal cyberbullismo e dal bullismo; la creazione e dotazione di help line nazionali per supportare i bambini e i giovani; l’avanzamento degli standard e delle pratiche etiche per i provider dei social network; la raccolta di dati migliori e disaggregati sul comportamento dei bambini e dei giovani online per fornire informazioni per le politiche e le direttive; formare gli insegnanti e i genitori per prevenire e rispondere al cyberbullismo e al bullismo.

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