Consiglio d’Europa: Mijatovic, minacciata indipendenza della magistratura. I casi di Ungheria e Polonia

“L’indipendenza della magistratura è alla base dello Stato di diritto ed è indispensabile per il corretto funzionamento della democrazia e per il rispetto dei diritti umani”. Lo sottolinea Dunja Mijatović, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, in un articolo pubblicato sul portale www.coe.int. “Il diritto fondamentale a un processo equo effettuato da un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge è sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e da molteplici testi giuridici nazionali e internazionali. Per molto tempo, abbiamo goduto di tale diritto senza incontrare grandi ostacoli e questo rimane il caso in numerosi Stati membri del Consiglio d’Europa”. Tuttavia, “sempre più spesso osserviamo dei preoccupanti tentativi da parte del potere esecutivo e legislativo di esercitare la propria influenza al fine di impartire istruzioni alla magistratura e di indebolire l’indipendenza giudiziaria”.
Mijatović afferma: “Le questioni riguardanti lo Stato di diritto e l’indipendenza del sistema giudiziario figurano tra le mie principali aree di lavoro fin dall’inizio del mio mandato. Me ne sono occupata in quattro dei nove Paesi in cui ho condotto delle visite fino a oggi. Nel rapporto sull’Ungheria, preparato a seguito della visita effettuata lo scorso febbraio, ho espresso preoccupazione in merito agli effetti di numerosi provvedimenti legislativi adottati a partire dal 2010 in materia di poteri e indipendenza dei magistrati ungheresi”. Ancora: “Nel corso della visita di marzo in Polonia, ho sollevato la questione della riforma giudiziaria del Paese, che è stata affiancata da una campagna finanziata con fondi pubblici tesa a screditare i giudici e a denigrare le dichiarazioni di alti funzionari. Ho concluso che tale riforma aveva avuto un impatto notevole sul funzionamento e sull’indipendenza del sistema giudiziario, compresi la Corte costituzionale e il Consiglio nazionale della magistratura”.

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