Sanità: Fimmg, al via #adessoBasta. Medici di famiglia in piazza per ascoltare cittadini. Scotti (segretario), “Ssn di prossimità ad accesso diretto e gratuito”

Trenta giorni di tour che toccheranno 15 città, per un totale di 1800 chilometri percorsi. Al via l’iniziativa #adessobasta, ideata dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) per raccogliere opinioni e bisogni dei cittadini sul medico e sui servizi che vorrebbero trovare nello studio. Si parte oggi da Biella dove il camper della Fimmg fa la sua prima tappa per ascoltare i bisogni dei cittadini. Al progetto itinerante partecipa il segretario nazionale di Fimmg, Silvestro Scotti. Ci sono “da un lato – spiegano i medici di famiglia – una discussione sulla sanità troppo spesso distante dalla realtà e dai bisogni dei cittadini”; dall’altro operatori “abituati per le loro prerogative più a fare che a cercare consenso mediatico avendo invece forte quello dei propri assistiti”. Di qui “facili bersagli di attacchi sull’appropriatezza e sui costi attraverso l’uso di preconcetti, luoghi comuni, approcci superficiali che molte volte arrivano, se espressi da altri medici, anche ai limiti della sopportabilità deontologica”. “Se la politica è l’arte del compromesso – dice Scotti – la medicina, anche e soprattutto quella di famiglia, è l’arte di ascoltare. Per questo, stavolta abbiamo deciso di farci ascoltare e per farlo di dare vita a ad un vero e proprio tour nelle piazze d’Italia soprattutto dei piccoli paesi, pronti a cercare un ulteriore confronto con i cittadini ed essere sempre più un punto di riferimento di un servizio sanitario di prossimità ad accesso diretto e gratuito”. In Italia, prosegue, “ci sono 5.498 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 69,47% del numero totale dei comuni italiani, dove vivono circa 10 milioni di cittadini ai quali va offerto, considerando una maggiore distanza da un’offerta di secondo livello specialistico, un servizio di cure primarie competitivo ed efficiente, partendo dalle unità elementari che noi chiamiamo micro-équipe, che possono migliorare anche l’efficienza del Ssn nelle aree a maggiore densità di popolazione diventando il mattone costituente di forme più complesse di cure primarie”.

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