Papa all’isola Maurizio: Félicité (Caritas), “pellegrino di pace in un Paese multirazziale e multiconfessionale”

“Siamo un Paese multirazziale, multiconfessionale. La presenza di Papa Francesco tra noi come pellegrino di pace rafforzerà ancora di più l’unità tra i mauriziani”. A parlare al Sir da Port Louis, capitale della Repubblica di Maurizio (Mauritius), è Patrizia Adèle Félicité, segretaria generale di Caritas Ile Maurice. Il Papa sarà nell’isola il 9 settembre, ultima tappa del viaggio africano che dal 4 al 10 settembre lo porterà anche in Mozambico e Madagascar. La famiglia, il calo delle vocazioni e l’invecchiamento del clero sono al centro delle preoccupazioni dei cattolici dell’isola nell’Oceano Indiano, nota in tutto il mondo per la bellezza delle spiagge tropicali, con l’industria del turismo in continua crescita. Nella capitale Port Louis, che è anche l’unica diocesi, guidata dal card. Maurice E. Piat, il Papa arriverà a metà mattinata e celebrerà la messa al Monumento di Maria Regina della Pace. Poi incontrerà i vescovi, le autorità e si recherà al santuario di Père Laval, il missionario spiritano che portò la fede tra gli indigeni nel XIX secolo, proclamato beato da Giovanni Paolo II nel 1979. Papa Woityla visitò l’isola nel 1989. L’isola conta 1 milione e 250mila abitanti, la metà sono induisti. I cattolici sono il 28%, meno di un quinto i musulmani. Dall’indipendenza, ottenuta nel 1968, Maurizio ha mantenuto un tasso di crescita economica annua intorno al 5%-6%, tanto da renderla tra i Paesi africani con il maggiore Pil pro capite, una vera eccezione nella regione. “Fortunatamente l’isola Maurizio è un Paese stabile politicamente e socialmente – dice la segretaria generale della Caritas -. Non abbiamo grandi problemi né conflitti interni alla popolazione. Non ci sono molti poveri ma sacche di povertà dovute alla differenza salariale tra ricchi e poveri”. Caritas lavora principalmente nell’ambito dello sviluppo e nell’accompagnamento delle persone e famiglie in difficoltà, in partenariato con le istituzioni e le imprese private. È presente in tutte le 47 parrocchie della diocesi, fornendo servizi e aiuti di diverso tipo. La Chiesa cattolica gestisce asili nido, centri per anziani, disabili, malati, tossicodipendenti e alcolisti. Le cause della povertà sono molteplici: la droga, l’alcool, la mancanza di istruzione.  “La Chiesa – conclude Félicité – è conosciuta e riconosciuta per il contributo che porta alla società mauriziana, soprattutto nell’educazione e nell’accompagnamento delle persone più vulnerabili. Lavoriamo molto con le famiglie e con credenti di altre religioni e confessioni cristiane”.

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