Papa Francesco: a Scholae Cantorum Aisc, “aiutate a cantare tutto il popolo di Dio”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Vi raccomando di aiutare a cantare tutto il popolo di Dio, con partecipazione consapevole e attiva alla Liturgia. Questo è importante: la vicinanza al popolo di Dio”. È l’esortazione rivolta questa mattina da Papa Francesco alle Scholae Cantorum dell’Associazione italiana Santa Cecilia (Aisc) ricevute in udienza nell’Aula Paolo VI.
Francesco ha ricordato come siamo “noti l’affetto e la stima dei Papi per questa associazione, in particolare di San Pio X, che diede al popolo di Dio organiche disposizioni sulla musica sacra”. “San Paolo VI – ha proseguito – vi volle rinnovati e attivi per una musica che si integra con la liturgia e che da essa ricava le caratteristiche fondamentali”. “Non una musica qualunque – ha rammentato –, ma una musica santa, perché santi sono i riti; dotata della nobiltà dell’arte, perché a Dio si deve dare il meglio; universale, perché tutti possano comprendere e celebrare. Soprattutto, ben distinta e diversa da quella usata per altri scopi”. Inoltre, Paolo VI “vi raccomandò di coltivare il sensus ecclesiae, il discernimento della musica nella liturgia”. E poi “Benedetto XVI vi ha esortato a non dimenticare il patrimonio musicale del passato, a rinnovarlo e incrementarlo con nuove composizioni”. “Anch’io – ha proseguito Francesco – vi incoraggio a continuare su questa strada”. “Essere associazione – ha spiegato – è una risorsa: vi aiuta a generare movimento, interesse, impegno per meglio servire la liturgia. Associazione che non è protagonista o proprietaria di nessuna musica, ma che ha come programma l’amore e la fedeltà alla Chiesa”. “Insieme – il monito del Papa – potete meglio impegnarvi nel canto come parte integrante della Liturgia, ispirandovi al modello primo, il canto gregoriano”. Insieme – ha proseguito – promuovete la presenza della schola cantorum in ogni comunità parrocchiale” che “guida l’assemblea e – con i suoi repertori specifici – è voce qualificata di spiritualità, di comunione, di tradizione e di cultura liturgica”.

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