Europa: mons. Paglia (Pav), “solo se più unita e solidale può affrontare le sfide della globalizzazione”

C’è bisogno di “più Europa” perché “solo un’Europa più unita e solidale può affrontare le sfide della globalizzazione”. Lo ha affermato questa mattina mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, intervenendo a Napoli al convegno “Europa. Radici. Ragioni. Futuro” organizzato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro.
Per mons. Paglia, l’Europa non può ripiegarsi su se stessa; oggi abbiamo bisogno “di avere più Europa” per garantire maggiore pace e giustizia nel mondo. Questo anche per l’evoluzione storica che ha avuto: “L’europeo è colui che edifica la convivenza civile sulla base del diritto e sulla legge ma anche colui che crede nella tradizione evangelica”. Oggi si dimentica “come le diverse tradizioni europee si siano sviluppate a partire da radici comuni e in modi strettamente intrecciati”. Se oggi sembrano emergere divaricazioni a volte radicali – per esempio su grandi questioni come la famiglia e la vita – “non è perché tali tradizioni siano diventate improvvisamente incompatibili ma al contrario perché se ne sta perdendo la comprensione storica profonda. Il contrasto infatti nasce spesso da radicalismi ideologici dell’una o dell’altra parte che stravolgono il senso profondo di tradizioni diverse ma unite da comuni riferimenti etici e antropologici”.
“In Europa – ha ricordato – sono nati il rispetto della dignità umana e il superamento dell’antica legge del capro espiatorio”. La vocazione universale del cristianesimo ha inserito una «spinta» ulteriore, attuata dall’ideale dell’unità europea. “Oggi i movimenti euroscettici accusano le istituzioni europee di ‘rubare’ sovranità agli Stati nazionali. Non è così: sono piuttosto alcuni processi di globalizzazione ad erodere le sovranità nazionali, mentre l’unità europea cerca di difenderle attraverso una più stretta collaborazione”. Tra le sfide della globalizzazione richiamate da Paglia quella delle migrazioni, che sono “un fenomeno di dimensioni straordinarie ed epocali”, della “crisi climatica” e dello “sviluppo sostenibile”. “Solo grandi gruppi di Stati che condividono con forza valori comuni – come l’Europa, appunto – possono agire efficacemente per realizzare l’enorme cambiamento a livello planetario, che sta diventando sempre più urgente. Si tratta – ha notato Paglia – di una grande impresa in cui il ruolo delle religioni e delle Chiese è fondamentale, per il bene dei popoli europei e del mondo intero, per contrastare i nazionalismi e per costruire la pace”.

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