Banco Alimentare: mons. Delpini (Milano), “un modo di intendere la società come vocazione alla solidarietà”

“Le energie liberate non sono le grandi risorse, i grandi progetti che dispongono di mezzi e di strutture, ma sono le persone che hanno visto che fare il bene e venire in soccorso dei bisogni è alla loro portata. Non c’è bisogno di essere un’organizzazione internazionale e avere un attivo di milioni per decidersi a fare qualcosa di buono, basta avere un po’ di tempo e un po’ di voglia ed essere uniti per interpretare il bisogno”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini visitando nella serata di ieri la mostra allestita dalla Fondazione Banco Alimentare in piazza Duomo e aperta fino a domenica 29 settembre. Il Banco Alimentare dal 1989 recupera eccedenze dalla filiera-agroalimentare per ridistribuirle a circa 7.500 organizzazioni che offrono aiuti alimentari a oltre 1.500.000 persone in difficoltà, di cui oltre 73.500 nella città di Milano. “L’attività di Banco Alimentare, questa condivisione di risorse modeste, semplici, quotidiane – ha aggiunto il presule – può elevare la vita di ciascuno di noi, è un modo di intendere la società come vocazione alla solidarietà. È proprio il gesto ordinario, di persone ordinarie, che costruisce una storia straordinaria come quella di Banco Alimentare. Questo mi sembra la lezione che imparo dal non profit ambrosiano: è sorprendente quanto sia forte, radicato e capillare a Milano il bene che soccorre chi ha bisogno”.

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