Accesso a informazioni: Transparency International Italia, “Pa si sta adeguando ma non tutti i cittadini conoscono e utilizzano questo diritto

“I dati che derivano dalla nostra esperienza ci dimostrano che la Pubblica amministrazione si sta impegnando per rendere il diritto di accesso sempre più fruibile tuttavia, il lavoro da fare è ancora molto, sia per far conoscere questo nuovo diritto ai cittadini, sia sul fronte della digitalizzazione della Pa e della pubblicazione, chiara, trasparente e accessibile delle informazioni”. Lo ha dichiarato Davide Del Monte, direttore di Transparency International Italia, in occasione della Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni, istituita dall’Unesco per porre l’accento su un diritto civile a volte sottovalutato, eppure centrale per la trasparenza e per il buon funzionamento della democrazia.
“L’Italia, grazie anche alla campagna di mobilitazione della società civile Foia4Italy, ha approvato nel 2016 il Foia (Freedom of Information Act) che garantisce a tutti i cittadini il diritto di accesso generalizzato ai dati della Pubblica amministrazione”, spiega una nota di Transparency International Italia. Nel 2019, l’organizzazione ha inviato 24 richieste di accesso: 15 di queste riguardavano chiarimenti su specifici atti amministrativi, 5 erano relative a bandi e concorsi mentre 4 a gare e appalti pubblici. “Purtroppo – prosegue la nota –, solo in meno del 50% dei casi (10 su 24) possiamo ritenerci soddisfatti del riscontro avuto, perché l’istanza è stata accolta in tutto o in parte”. “Giudizio positivo invece sulle tempistiche di risposta: solo in 2 casi gli enti hanno fornito un riscontro oltre il termine di 30 giorni previsto dalla legge, mentre in 9 casi su 25 la risposta è addirittura arrivata entro i primi 15 giorni dalla richiesta”.
“L’auspicio – conclude Del Monte – è che le parole della neoministra della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, la quale proprio sulla pagina del ministero pone come primo obiettivo un nuovo patto tra Pa e società civile, trovino al più presto riscontro anche sul fronte dell’accesso alle informazioni”.

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