Diocesi: mons. Lagnese (Ischia), “nutrirsi dell’Eucaristia, no all’attaccamento al denaro”

“La nostra Chiesa può rialzarsi! Il Signore Gesù può guarirci; può guarire la nostra Chiesa, le nostre parrocchie, alle quali in modo particolare stiamo guardando in vista del prossimo Convegno ecclesiale di novembre; può guarire le nostre famiglie e le nostre persone”. Lo ha detto il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, aprendo ieri sera in cattedrale l’anno pastorale 2019/2020 con una solenne concelebrazione eucaristica assieme ai sacerdoti diocesani, ai religiosi, ai diaconi. Il presule ischitano ha tracciato un cammino per la Chiesa di Ischia, mettendola di fronte a interrogativi sui quali riflettere: “Qual è lo stato di salute della nostra Chiesa? Quale quello delle nostre comunità di appartenenza? Da che cosa deve guarire la nostra Chiesa? Che cosa la rende stanca, poco attraente, affetta da una sorta di senilità precoce, e perciò incapace di testimoniare la perenne giovinezza del vangelo? E soprattutto cosa si potrebbe fare per tentare una sua ri-animazione? Forse la prima cosa da dire è che dobbiamo credere nella possibilità di guarigione. Sì, possiamo guarire!”. Il vescovo ha riflettuto anche su come la Chiesa isclana possa guarire, passando da una fede forse troppo spenta ed abitudinaria alla gioia contagiosa del Vangelo: “San Paolo scrivendo a Timoteo diceva che ci sono delle cose da evitare e altre invece di cui nutrirsi. Cibo ottimo è la Parola del Signore; cibo squisito e purissimo, Pane del Cielo, è l’Eucaristia: tutto il resto potrebbe essere dannoso, soprattutto se frutto di persone accecate dall’orgoglio, maniaci di questioni oziose e discussioni inutili. Sono nate così – dice ancora Paolo – le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità. Tutto ciò va evitato, messo da parte”. “Va aborrita pure ogni forma di attaccamento al denaro perché l’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali. Coraggio; Ricominciamo!”, ha concluso il vescovo.

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