Papa Francesco: udienza, “anche noi diamo scandali”, la Chiesa “non è crollata” perché “ci salva il Signore”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Pensate anche alla storia della Chiesa, con tanti peccati, tanti scandali, tante cose brutte durante questi due secoli”. È l’invito, fuori testo come gran parte dell’udienza di oggi, rivolto dal Papa ai 12mila presenti in piazza San Pietro, per spiegare il fallimento dei progetti umani, che hanno tutti un tempo limitato. “Perché non è crollata?”, la domanda ancora a braccio di Francesco: “Perché Dio è lì. Noi siamo peccatori: a volte anche noi diamo scandali, ma sempre ci salva il Signore”. Le parole di Gamaliele, citato nella catechesi come esempio dell’arte del discernimento, per Francesco “sono parole pacate e lungimiranti, permettono di vedere l’evento cristiano con una luce nuova e offrono criteri che ‘sanno di Vangelo’, perché invitano a riconoscere l’albero dai suoi frutti. Esse toccano i cuori e ottengono l’effetto sperato: gli altri membri del Sinedrio seguono il suo parere e rinunciano ai propositi di morte, cioè di uccidere gli apostoli”. “Chiediamo allo Spirito Santo di agire in noi perché, sia personalmente sia comunitariamente, possiamo acquisire l’habitus del discernimento”, l’auspicio del Papa: “Chiediamogli di saper vedere sempre l’unità della storia della salvezza attraverso i segni del passaggio di Dio in questo nostro tempo e sui volti di chi ci è accanto, perché impariamo che il tempo e i volti umani sono messaggeri del Dio vivente”.

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