Ecuador: mons. Espinoza (Quito) su depenalizzazione aborto, “ci aspetta azione culturale e attenzione alle donne”

“Il lavoro continua, soprattutto sul piano culturale e delle iniziative, già molte, che abbiamo nelle nostre diocesi per le mamme, per le donne che subiscono violenza, per coloro che hanno abortito, per i minori”. Lo afferma al Sir mons. José Alfredo Espinoza Mateus, arcivescovo di Quito e primate dell’Ecuador, commentando l’esito della votazione nell’Assemblea nazionale di stanotte (ora locale), quando, la proposta di legalizzazione dell’aborto per sette causali non ha raggiunto il quorum previsto di 70 voti (i Sì sono stati 65). Mons. Espinoza, in particolare, evidenzia i progetti avviati dall’arcidiocesi di Quito. “Il più importante si chiama Sos Mamá e prevede un processo di attenzione e promozione integrale per le donne incinte, che affrontano una gravidanza a causa di una violenza, oppure abbandonate o cacciate da casa. Il progetto cerca di prestare loro assistenza e così pure ai loro figli e di far crescere in queste donne l’autonomia e la possibilità di avere un futuro”.
Non mancano, poi, gruppi Pro vita, progetti di attenzione psicologica per le mamme, la “Carovana per la vita” che si muove nel territorio dell’arcidiocesi per fare ecografie e visite gratuite e al tempo stesso per informare e svolgere un lavoro culturale. Resta aperto il fronte politico, come spiega l’arcivescovo: “Secondo la Costituzione una legge di questo tipo non potrà essere discussa dal Parlamento prima di due anni. Tuttavia, i promotori in queste ore stanno dicendo che la battaglia continua e che cercheranno di ottenere la depenalizzazione attraverso altri organismi, come la Corte costituzionale. Dobbiamo continuare a lottare e a lavorare, ma siamo sicuri che il popolo ecuadoriano è a favore della vita”.

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