Chiese europee: incontro Ccee vescovi orientali cattolici. Shevchuk (Ucraina), “avvertiamo ultimamente che si nega la ragione stessa della nostra esistenza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Invochiamo lo Spirito Santo, Spirito di unità che possa sanare le ferite del passato, che possa sanare le ferite della comunione frantumata della Chiesa di Cristo”. Con queste parole Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa greco-cattolica Ucraina, ha salutato ieri i vescovi orientali cattolici in Europa riuniti a Roma per il loro incontro annuale organizzato dal Ccee. Sottolineando quanto sia importante il tema scelto “La missione ecumenica” per le Chiese orientali cattoliche, l’arcivescovo maggiore ucraino ha detto: “Si avverte ultimamente che con il superamento dell’uniatismo come modello per raggiungere la piena e visibile ‘unità’ della Chiesa, al giorno d’oggi si mette in discussione, o addirittura si nega, la ragione stessa dell’esistenza delle Chiese orientali cattoliche e, specialmente, quelle chiamate ‘uniate’”. Shevchuk ha poi raccontato di aver parlato lo scorso 4 luglio con Papa Francesco della necessità di approfondire “qual è la nostra missione ecumenica in Europa oggi”. “E Lui quando ha sentito di questa nostra difficoltà e del bisogno di approfondire il modo come noi orientali possiamo essere catalizzatori dell’ecumenismo, ha detto letteralmente queste parole: ‘Mi offro per questo incontro’”.

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