Chiese europee: incontro Ccee vescovi orientali cattolici. Card. Koch, “tutt’oggi non esiste un consenso su quale sia l’unità della Chiesa che si vuole ricostituire”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Al di là di tutti questi risultati positivi, non può essere però taciuto il fatto che il vero e proprio obiettivo del movimento ecumenico, ovvero la ricomposizione dell’unità visibile della Chiesa, la piena comunione ecclesiale, non è stato ancora raggiunto e occorrerà probabilmente molto più tempo per conseguirlo di quanto si fosse immaginato cinquant’anni fa”. È partito da una visione estremamente realistica del dialogo ecumenico, il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, intervenendo ieri all’incontro Ccee dei vescovo orientali cattolici d’Europa. “Questa situazione dolorosa – ha spiegato – è dovuta al fatto che l’interpretazione dell’obiettivo stesso dell’ecumenismo rientra nei temi più controversi del contesto ecumenico attuale”. Se infatti, nell’ecumenismo, “i vari partner non hanno davanti agli occhi un obiettivo ecumenico comune, ma interpretano in modo molto diverso il concetto di unità della Chiesa, vi è il forte rischio che si incamminino in direzioni divergenti per scoprire in seguito di essersi allontanati ancora di più gli uni dagli altri”. Insomma, le Chiese oggi si trovano di fronte oggi ad una nuova problematica: “L’obiettivo del movimento ecumenico è diventato sempre più confuso e tutt’oggi non esiste un consenso su quale sia l’unità della Chiesa che si vuole ricostituire”.

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