Diplomazia: Anelli (Univ. Cattolica), “oggi è essenzialmente culturale, occorre costruire una relazione con un soggetto altro”

“Finché l’ecosistema globale si reggeva su regole tese a gestire la circolazione essenzialmente di beni e persone, la diplomazia metteva a confronto soggetti simili che condividevano riti, regole e schemi culturali non troppo differenti tra loro. Oggi, in un mondo in cui la circolazione fondamentale è quella delle informazioni e in cui tutte le nazioni e le potenze sembrano più vicine nello spazio pur mantenendo le distanze, la diplomazia diventa essenzialmente culturale. Per fare diplomazia oggi occorre costruire una relazione con un soggetto altro”. Lo ha affermato il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, salutando i partecipanti all’ultima edizione del Corso internazionale in “Cultural and Digital Diplomacy for International Relations” promosso dall’Università Cattolica e alla folta rappresentanza di Ambasciatori riunitisi oggi a Roma, in occasione della consegna dei diplomi a 13 studenti provenienti da tutto il mondo che si è tenuta alla Farnesina.
“Se al tempo degli imperi prima e delle superpotenze poi – ha aggiunto – le strategie geopolitiche vivevano del confronto tra entità omogenee che con la diplomazia, le guerre e i trattati dirimevano questioni politiche o commerciali, nel mondo veloce e connesso di oggi la diplomazia, per essere efficace, dev’essere essenzialmente culturale, nel senso di dialogo tra culture. E proprio perché il flusso delle informazioni è alla base dell’attuale scenario geopolitico, necessariamente diviene anche Digital Diplomacy”.
Sono seguiti gli interventi di Nick Cull, global advisor on Public diplomacy, e Direttore del Program in Public diplomacy di University of Southern California, di Eike Schmidt, direttore del Museo degli Uffizi d Firenze, e di Federica Olivares, direttrice e ideatrice del programma in Cultural Diplomacy della Cattolica.

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