Chiese europee: Conferenza di Parigi. Mons. Soueif (Comece), “un vero leader è colui che distrugge i muri per costruire la pace”

“Un vero leader è colui che distrugge i muri per costruire la pace”. Lo ha detto l’arcivescovo di Cipro dei Maroniti, mons. Youssef Soueif, intervenendo ieri, in rappresentanza della Comece (la Commissione degli episcopati dell’Ue), alla Conferenza di Pace che su iniziativa della Kek (Conferenza delle Chiese europee) si conclude oggi a Parigi. Per tre giorni relatori di diverse confessioni cristiane, ma anche rappresentanti delle tradizioni ebraiche e islamiche, stanno esplorando il tema della pace da diverse prospettive con lo scopo di rileggere il passato dell’Europa (a 100 dal Trattato di Versailles che pose fine alla prima guerra mondiale) per costruire vie di pace per oggi e per domani. Hanno preso la parola David Rosen dell’American Jewish Committee e Mohammad Al-Sammak, segretario generale del National Committee for Christian-Muslim Dialogue in Libano. “La sicurezza che stiamo cercando – ha detto l’arcivescovo maronita di Cipro – richiede una chiara strategia: pace e non guerra, giustizia e non corruzione, integrazione sociale e non ghetti di ogni tipo, etnici, religiosi, intellettuali e geografici”. Ciò che invece le Chiese stanno osservando con preoccupazione è “la grave tendenza a chiudere i confini, ricostruire nuovamente muri materiali e psicologici, tornare a un certo nazionalismo che è molto preoccupante nel nostro continente europeo. Stiamo mettendo in pericolo i valori dell’Europa, i sacrifici di 100 anni fatti da eroi e visionari per aprire le frontiere e riunire le persone, per vivere in libertà, pace, diversità e unità”. L’arcivescovo maronita di Cipro ha confidato ai presenti che anche Papa Francesco è preoccupato dall’emergere in Europea del fenomeno del populismo. “Il populismo è una reazione al progetto europeo – ha sottolineato mons. Soueif -. Alla presenza di centinaia di migliaia di migranti nel continente”. “Distruggerà il progetto europeo e i valori fondamentali europei basati su libertà, apertura, convivenza e pace”. E a riguardo dei migranti, l’arcivescovo cipriota ha detto: “Quando li accogliamo, accogliamo Cristo stesso perché ‘ero straniero e mi avete accolto’ (Matteo 25:35), quando ci prendiamo cura di loro diamo testimonianza al Vangelo del Buon Samaritano; e il Vangelo non è un libro di storia del passato, è la Parola vivente del Signore risorto che sta conducendo la barca verso un porto di sicurezza e pace”.

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