India: arcivescovo Welby chiede scusa per il massacro di Amritsar, “non posso parlare per il governo britannico, ma a nome di Cristo dico, mi vergogno e mi dispiace

Si è prostrato completamente per terra ed ha chiesto scusa, non a nome del governo ma a nome di Cristo. L’arcivescovo di Canterbury Justin Welby – in viaggio in questi giorni in India – ha compiuto ieri un gesto simbolico. Si è recato nel memoriale del Massacro di Amritsar, nello stato indiano del Punjab, ed ha chiesto scusa per il crimine. L’eccidio fu compiuto dalle truppe britanniche nella principale città del Punjab, quando il generale Dyer fece aprire il fuoco senza alcun preavviso sulla folla che assisteva a un comizio. Le truppe continuarono a sparare sino all’esaurimento delle munizioni. In pochi minuti vi furono 379 morti e oltre 1.200 feriti. Seguirono due mesi di ferree leggi marziali in tutto il Punjab con violenze e umilianti disposizioni razziali contro gli indiani. L’accaduto, che si inseriva nelle tensioni provocate in India dal rifiuto britannico di rispettare le promesse di riforme e autonomia fatte nel corso della Prima guerra mondiale, sconvolse la stessa opinione pubblica indiana.

“Non posso parlare per il governo britannico”, ha detto Welby rivolgendosi alle telecamere che lo riprendevano. Capo spirituale della Comunione anglicana e della Chiesa di Inghilterra ha aggiunto:  “Ma posso parlare nel nome di Cristo e dire che questo è un luogo sia di peccato che di redenzione, perché ricorda ciò che è stato fatto e i nomi delle vittime vivranno nella nostra memoria e davanti a Dio. Mi vergogno e mi dispiace tanto per l’impatto di questo crimine commesso qui”. In un post su Facebook, l’arcivescovo Welby spiega: “Venire qui suscita un senso di profonda vergogna per quello che è successo in questo posto. È una delle numerose macchie profonde della storia britannica. La pena e il dolore che da allora sono state trasmesse di generazione in generazione, non devono mai essere respinti o negati. Chiedere scusa come cristiano è voltarsi indietro e prendere una nuova direzione dando voce a parole di scuse”.

“Apprendendo quello che è successo, riconosco i peccati della mia storia coloniale britannica, l’ideologia che troppo spesso soggiogava e disumanizzava altre razze e culture”. Ed ha proseguito: “Siamo chiamati non solo a pentirci dei vecchi modi, ma a vivere intenzionalmente in un modo nuovo che cerca il Regno di Dio qui sulla terra. E’ veramente la sfida”. “Abbiamo una grande responsabilità: non solo lamentarci di questo orribile massacro, ma soprattutto imparare da esso in un modo che cambi le nostre azioni future”. “Il passato deve essere appreso perché non succeda mai più nulla di simile”.

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