Eutanasia e suicidio assistito: Gambino (Scienza & Vita), “preferibile legge dello Stato a sentenza immodificabile della Consulta”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

L’art 580 del Codice penale “è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui pretende essere reato l’aiuto a suicidarsi di un soggetto affetto da una patologia irreversibile, con sofferenze intollerabili, capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. Questo, afferma Alberto Gambino, presidente dell’associazione Scienza & Vita, il contenuto dell’ordinanza della Corte costituzionale che “con grande onestà intellettuale ha già anticipato quanto scriverà, ma ha dato dieci mesi al Parlamento per disciplinare questa materia. Ha già dichiarato come deciderà se non ci sarà un intervento del Parlamento”. Nel suo intervento introduttivo dell’incontro di riflessione “Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?”, il giurista osserva che ieri “il presidente del Consiglio ha aperto uno spiraglio dicendo che è auspicabile una legge. I parlamentari potranno chiedere un supplemento di tempo per incardinare un progetto di legge”. Per il presidente di Scienza & Vita , “è preferibile una legge dello Stato piuttosto che una sentenza della Corte costituzionale che, in quanto di rango superiore alla legge ordinaria, diventa immodificabile”. “Se passa la decisone della Corte – avverte – troveremo nelle corsie ospedaliere un modulo di consenso informato con la possibilità di mettere una crocetta in più: quella per somministrare, laddove sussistano le condizioni indicate nell’ordinanza, un farmaco letale per mettere fine alla propria esistenza. A rischio i più poveri e i più fragili”. Di qui l’interrogativo finale: “Quale cittadino vogliamo venga tutelato dal nostro ordinamento?”.

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