Mozambico: Medici con l’Africa Cuamm, al via nuovo progetto contro le malattie croniche

Un nuovo progetto contro le malattie croniche in Mozambico. Tre le province coinvolte: Maputo, Sofala e Zambezia. Due ospedali e dodici centri di salute, per portare la prevenzione e il trattamento di ipertensione, diabete e cancro alla cervice nei villaggi. È stato lanciato oggi a Maputo da Medici con l’Africa Cuamm, in collaborazione con il programma Dream della Comunità di Sant’Egidio e Aifo. Malattie come diabete e ipertensione colpiscono sempre più frequentemente anche l’Africa. Scarsa educazione, poca prevenzione e stili di vita non salutari sono le cause principali dell’aumento della loro diffusione nel continente africano. Per le donne si aggiunge anche la minaccia del cancro alla cervice, facilmente prevenibile in occidente, ma ancora poco conosciuto in Africa. “In Mozambico – spiega Giovanna De Meneghi, rappresentante di Medici con l’Africa Cuamm nel Paese – più del 30% della popolazione soffre di ipertensione e tra il 5 e 8% di diabete. Intervenire per prevenire e trattare le malattie croniche è una priorità per il Cuamm, per non trasformare problemi gestibili in una minaccia di salute globale, con costi più pesanti per sistemi sanitari già molto fragili, ma anche per le famiglie e per i singoli cittadini”.  “L’ipertensione e il diabete sono in aumento in Mozambico, anche a causa della crescita economica e dell’allungamento della vita – aggiunge Fausto Ciccacci, tra i responsabili degli interventi sanitari del programma Dream della Comunità di Sant’Egidio –, ma questo porta ad una doppia sfida per il sistema sanitario mozambicano: le malattie croniche emergenti accanto alle purtroppo ancora diffuse malattie della povertà. Questo progetto rappresenta per Sant’Egidio un ulteriore passo a sostegno del Ministero della salute per il benessere della popolazione mozambicana”. Il progetto verrà sviluppato con il sostegno economico di Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), per un investimento di oltre sette milioni di euro in tre anni. Per dare un risposta concreta al problema delle malattie croniche, anche in Africa, a beneficio di una popolazione di oltre 370.000 persone.

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