Congregazioni: suor Parenzan (Paoline), “Capitolo generale sia un Cenacolo che ha i confini del mondo”

“Alzati e mettiti in cammino confidando nella promessa” è il titolo e anche un imperativo che chiama in causa le suore capitolari della Compagnia di San Paolo, che vivono in questi giorni il loro undicesimo Capitolo generale ordinario nella casa generalizia Divin Maestro di Ariccia (Rm). Arrivano dai cinque continenti le sessanta religiose della congregazione, fondata da don Giacomo Alberione e suor Tecla Merlo nel 1915, in rappresentanza di dieci province e sedici delegazioni, chiamate a riflettere e programmare il futuro del loro impegno, a dare “ali ai nostri sogni per la Congregazione, perché risponda con sempre maggiore apertura e slancio ai disegni di Dio”, ha affermato la superiora generale, suor Anna Maria Parenzan, nel discorso di apertura. Nell’“obbedienza corale allo Spirito”, suor Parenzan ha definito il Capitolo “un cenacolo che ha i confini del mondo”, “simbolo vivo dell’Istituto. Porta in sé la dignità della tradizione e l’immaginazione del presente”, un presente in cui “la fragilità, la povertà, forse l’impotenza che sperimentiamo sono una benedizione per noi” e vanno viste come Grazia e sprone secondo la madre generale. “In questo tempo particolare, siamo chiamate a entrare con più consapevolezza nell’alleanza, cuore della nostra fede”. E, riprendendo il carisma della comunicazione, specifico della congregazione paolina, suor Anna Maria Parenzan conclude con un’invocazione allo Spirito: “Lasciamoci invadere dal suo fuoco per poter ‘comunicare il fuoco’: queste parole, scritte da don Alberione, sono ancora per noi, oggi, un programma di vita”.

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