Comunità militare: mons. Marcianò (Italia), “educa al servizio con cura, sviluppando alto senso di responsabilità”

“Al servizio nei confronti dei cittadini, delle istituzioni, delle responsabilità che i diversi Paesi affidano alle Forze armate, la comunità militare, nelle sue diverse Forze, educa con cura, sviluppando un alto senso di responsabilità”. Lo ha detto oggi l’ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, all’assemblea dell’Apostolato militare internazionale, in corso a Reichenau An Der Rax, in Austria. Considerandolo “un prezioso servizio di responsabilità”, l’arcivescovo ha denunciato nella cultura postmoderna un “soggettivismo individualista imperante”. “L’educazione militare è un prezioso servizio ed è un’educazione al senso del servizio che rende il vostro operato straordinariamente efficace – ha aggiunto -, un autentico ‘prendersi cura’: nella difesa della vita umana, nel mantenimento dell’ordine, nella cura della casa comune, nel soccorso nelle calamità naturali, nell’accoglienza di tanti profughi e migranti, nelle missioni speciali contro la criminalità organizzata o il terrorismo internazionale, nelle diverse operazioni ad alto rischio, fino al rischio stesso della vita”. Evidenziando che “il verbo servire coinvolge trasversalmente i diversi ruoli militari”, mons. Marcianò ha segnalato che, “da una parte, servire significa obbedire; dall’altra parte, servire significa comandare, governare”. “E se il genere di servizio di cui parliamo è un servizio d’amore, esso non è legato solo a motivi di organizzazione, ma si proietta verso la libertà, propria e dell’altro”. Tre gli atteggiamenti spirituali indicati per “crescere in questo servizio vicendevole”: ascolto e collaborazione, sguardo e cura, dedizione e sacrificio. “La formazione spirituale è il cammino quotidiano, nel quale i nostri cappellani accompagnano i militari e le loro famiglie, grazie alla presenza in tutte le unità, le caserme, le missioni militari. È la condivisione delle situazioni di emergenza, rischio, violenza, dove essi portano avanti un instancabile ministero di compassione, preghiera e consolazione. È la creatività delle iniziative pastorali”.

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