Messico: vescovi, “i discorsi di odio portano aggressione e morte. Il nostro Paese e gli Usa promuovano pace, uguaglianza e fraternità”

“Noi vescovi messicani manifestiamo il grande dolore che avvertiamo per gli atti di violenza accaduti negli ultimi giorni contro persone innocenti, tanto nel nostro Paese come negli Stati Uniti, provocati da intolleranza, xenofobia e discriminazione”. Inizia così una nota della Conferenza episcopale messicana (Cem) diffusa ieri.
Nel comunicato, firmato dal presidente della Cem, mons. Rogelio Cabrera López, arcivescovo di Monterrey, e dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey, i vescovi offrono “vicinanza e preghiera ai familiari di coloro che hanno perduto un loro caro in questi fatidici avvenimenti o a coloro che sono rimasti feriti. Con tristezza vediamo che aumentano questi fatti di violenza alimentati da coloro che creano divisioni, chiudono il cuore ai loro simili e non riconoscono la dignità umana che ogni persona possiede, indipendentemente dal colore della sua pelle e dalla sua nazionalità. Risulta così difficile vedere il volto di Cristo nel fratello che soffre”.
Prosegue la nota: “Constatiamo che i discorsi di odio generano solamente aggressione e morte. È giunto il tempo di fermare questi atti violenti e per questo rivolgiamo un appello ai cittadini e alle autorità di Stati Uniti e Messico a promuovere un coerente messaggio di pace, uguaglianza, fraternità e collaborazione, considerando il fatto che sia i connazionali sia gli stranieri che risiedono in un Paese fanno sì che una nazione sia più grande e forte”.
I vescovi messicani concludono chiedendo “a tutti i cattolici e agli uomini di buona volontà di continuare a pregare per tute le persone rimaste vittime a causa di questi motivi, per i numerosi feriti e per le loro famiglie, affinché trovino la consolazione della fede e la pace in Gesù Cristo, nostro Signore”.

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