Consiglio d’Europa: Premio Václav Havel per i diritti umani, tre candidati da Cina e Tagikistan e la Youth Initiative for Human Rights

Liliane Maury Pasquier

La giuria del Premio per i diritti umani Václav Havel, che premia azioni della società civile di particolare rilievo nella difesa dei diritti umani in Europa e oltre, ha annunciato oggi la rosa dei candidati per il Premio 2019. La giuria – composta da figure indipendenti del mondo dei diritti umani e presieduta dal presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Liliane Maury Pasquier – riunita oggi a Praga, ha indicato i tre seguenti candidati (in ordine alfabetico): Ilham Tohti (Cina), Buzurgmehr Yorov (Tagikistan), Iniziativa della gioventù per i diritti umani (Youth Initiative for Human Rights).
Ilham Tohti è un intellettuale uiguro in Cina. Ha lavorato – spiega il Consiglio d’Europa – per oltre 20 anni sulla situazione della minoranza uigura e sulla promozione del dialogo e della comprensione interetnici in Cina. Nel settembre 2014, è stato condannato all’ergastolo. Buzurgmehr Yorov è un avvocato per i diritti umani in Tagikistan che ha rappresentato, per quasi 20 anni, individui perseguitati per le loro convinzioni politiche e il loro attivismo. È stato un oppositore del governo e ha condannato pubblicamente il governo e le forze dell’ordine per le loro violazioni dei diritti umani in molte occasioni. Yorov è in carcere dal 2015 (condannato a 28 anni di reclusione). L’Iniziativa della gioventù per i diritti umani è stata istituita nel 2003. Lavora alla promozione della riconciliazione attraverso la costruzione di collegamenti tra i giovani nei Balcani, per migliorare la loro partecipazione al processo democratico e per la promozione dei diritti umani.
Il vincitore assoluto del premio annuale di 60mila euro sarà annunciato all’apertura della sessione plenaria autunnale dell’Assemblea parlamentare CdE a Strasburgo il 30 settembre. “Le donne e gli uomini che difendono i nostri diritti umani sono i migliori fra noi”, ha dichiarato Liliane Maury Pasquier. “Il loro coraggio e determinazione nel difendere i principi fondamentali di giustizia ed equità – spesso con costi personali elevati, rischiando la libertà personale e talvolta persino la vita – meritano il nostro profondo rispetto e gratitudine”. Il premio Havel viene assegnato ogni anno in collaborazione con la Biblioteca Václav Havel e la Fondazione Charta 77. Dal 2013, il premio è stato assegnato ad Ales Bialiatski (Bielorussia), Anar Mammadli (Azerbaigian), Ludmilla Alexeeva (Federazione Russa), Nadia Murad (Iraq) e Murat Arslan (Turchia). Il vincitore dello scorso anno è stato Oyub Titiev (Federazione Russa), capo dell’ufficio Grozny del Memorial Human Rights Center in Cecenia.

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