Diocesi: mons. Seccia (Lecce), “sedersi alla mensa delle periferie esistenziali”

“La speranza è la vita di una città nella quale l’incontro con l’altro, anche laddove procura sofferenza o lascia insinuare il dubbio, diventa sempre un’opportunità per essere migliori e vivere una cittadinanza responsabile”. Lo ha detto l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, pronunciando il suo messaggio alla città, in piazza Duomo, in occasione della festa dei santi patroni. Dal presule l’invito a sedersi “alla mensa delle periferie esistenziali: con le famiglie ferite, con i bambini che subiscono la separazione, con i giovani smarriti e senza prospettiva, con i carcerati, con i nostri amici di Borgo San Nicola, desiderosi di cambiare vita”. “Non sbagliamo mai mensa – è il monito di mons. Seccia -: sono questi i nostri banchetti della Speranza”. Il pensiero dell’arcivescovo è rivolto anche a “uomini e donne ‘schiavi’ del gioco d’azzardo e malati di ludopatia”. “Alle persone sole e disperate perché schiacciate dal prestito ad usura… E qui a Lecce, amici miei, ce ne sono purtroppo tante”. Rivolgendosi a Lecce, dall’arcivescovo ancora una richiesta di impegno ai cittadini a “trasformarti in una città migliore, in una comunità unita e forte”. “A riscoprire il valore della legalità non solo rispettando le regole ma soprattutto diventando nel nostro piccolo ‘primi cittadini’, cioè appassionati responsabili del nostro condominio, della via in cui abitiamo, del nostro quartiere”. Infine, l’incoraggiamento a vincere “la tentazione dell’indifferenza” e a “orientare ogni nostra fatica verso il bene comune”. “Siamo pronti ad aprire la porta di casa e del cuore a chi è in credito con la vita e con la fiducia”.

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