Papa Francesco: udienza, “non dimenticarsi dei poveri, non solo materiali, anche spirituali”

foto SIR/Marco Calvarese

“Essere membra del corpo di Cristo rende i credenti corresponsabili gli uni degli altri”. Lo ha detto il Papa, durante la catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla capacità di condividere, anche i propri beni materiali, come cartina di tornasole del cristiano. “Non sempre pensiamo questo”, ha fatto notare Francesco a braccio: “Quando una persona ha un problema, a casa sua, una difficoltà in famiglia, e io non sono indifferente, questo è essere cristiani”. Nelle prime comunità di discepoli, ha sottolineato il Papa, “nessuno sperimenta l’indigenza che umilia e sfigura la dignità umana, perché loro vivono in comune, si amano. Questo è il segnale: l’amore concreto. Pietro, Giacomo, Pietro e Giovanni, le ‘colonne’ della Chiesa di Gerusalemme, stabiliscono in modo comunionale che Paolo e Barnaba evangelizzino i pagani mentre loro i giudei, e chiedono soltanto di ricordarsi dei poveri. Paolo obbedisce e si premura di realizzare attraverso la famosa colletta una gara di solidarietà tra le comunità. La solidarietà, infatti, è anche la decisione di restituire al povero quello che gli corrisponde”. “Qual è la condizione?”, il riassunto a braccio di Francesco: “Non dimenticarsi dei poveri, non solo poveri materiali, ma ache spirituali. Un cristiano parte da se stesso dal suo cuore e si avvicina ai poveri, come Gesù si è avvicinato a noi. Questa è la prima comunità cristiana”.

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