Honduras: salesiani su morti in scontri stadio, “calcio resta modo più efficace per avvicinare e educare i giovani”

L’Honduras è ancora sconvolto per quanto accaduto sabato scorso, quando quattro persone hanno perso la vita a causa degli scontri che si sono accesi nei pressi dello stadio nazionale di Tegucigalpa, poco prima del sentito derby fra le squadre di Olimpia e Motagua. Negli incidenti, che hanno fatto seguito all’attacco degli ultras dell’Olimpia all’autobus che trasportava i calciatori del Motagua, sono rimaste ferite almeno altre dodici persone, anche per l’intervento delle forze dell’ordine con sfollagente e gas lacrimogeni. “Siamo tutti sconvolti per quanto è accaduto – dice al Sir Claudia Vásquez, responsabile dei progetti dei salesiani nel martoriato Paese centroamericano -. Stanno girando video atroci, che documentano i colpi subiti da due delle giovani vittime”. Certo, riflette la responsabile dei progetti salesiani, “quanto è accaduto riflette la violenza presente nella società e nella politica, la difficile situazione del Paese, la presenza di gruppi e bande criminali come le maras e le pandillas, che sono collegate anche alle tifoserie e al mondo del calcio”. Tuttavia, “sabato scorso tra le vittime ci sono stati giovani sostenitori di una squadra di calcio, che non c’entravano niente con la bande criminali. La situazione è sfuggita di mano anche alla Polizia”.
Quanto accaduto non farà certo desistere i salesiani dal continuare a inserire nelle proposte educative e nei loro progetti il gioco del calcio. Conclude Vásquez: “A Comayagüela, località dell’hinterland di Tegucigalpa, dove vivo, ci sono vari oratori salesiani e dodici squadre di calcio formate nelle nostre strutture. Si tratta di circa 250 ragazzi, in una località di 75 mila abitanti, in gran parte sotto i trent’anni. Il calcio, e lo sport in generale, resta una modalità unica per avvicinare i ragazzi e a introdurli a un percorso formativo, umano e cristiano”.

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