Ponte Morandi: Possetti (famigliari vittime), “continuiamo con determinazione a cercare la verità”. “Serve prevenzione, non vogliamo che altri piangano morti assurde”

“Continueremo a lottare con l’umiltà di semplici cittadini ma con la determinazione di chi sa che questo dolore così grande nel nostro cuore non possa affievolirsi se non sarà direzionato verso un orizzonte positivo, cercando di restituire un po’ di affetto che abbiamo ricevuto e cercando con determinazione la verità e il cambiamento, noi le 43 vittime non le dimenticheremo mai”. Lo ha affermato con commozione Nadia Possetti, presidente del comitato dei familiari delle vittime di ponte Morandi, nella cerimonia commemorativa in occasione del primo anniversario del crollo del Ponte Morandi.
“Un anno fa – ha ricordato – sotto quel ponte abbiamo perso un pezzo del nostro cuore che non potrà esserci restituita. 43 persone innocenti hanno perso la vita ed è così assurda la loro morte che non possiamo rassegnarci ed accettarla”. Il crollo del Ponte Morandi “è inaccettabile”. “I nostri cari – ha proseguito Possetti – hanno avuto un’unica colpa condanna: essere in quel preciso istante in quel preciso luogo. La loro è stata una condanna a morte senza possibilità di appello”. “Come cittadini non possiamo accettare che eventi di questo tipo possano accadere”, ha ribadito la presidente, consapevole che quella di un anno fa è “una delle tante tragedie che si sono consumate in questo Paese e non possiamo restare inermi. Chiediamo ai nostri rappresentanti un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati”. Possetti ha chiesto ha chi ha responsabilità pubbliche di “seguire con la massima attenzione l’affidamento di beni pubblici” così come andrà “potenziata la vigilanza”. “Chiediamo ai cittadini di essere vigili ed attenti sempre”, ha esortato, impegnandosi a “mantenere viva la coscienza civile per stimolare azioni concrete della classe politica”. “Nel nostro Paese – ha poi sottolineato – la parola principale dovrà essere prevenzione, non vogliamo che altre famiglie piangano morti assurde”. A questo si aggiunge la richiesta di “processi brevi, perché le famiglie possano trovare pace” e “nessun reato vada prescritto”. “Vogliamo giustizia perché se in uno Stato democratico mancasse non avrebbe senso la sua esistenza e le vittime continuerebbero a morire ogni giorno”. Tra i tanti ringraziamenti di Possetti, quelli alla Magistratura e agli inquirenti, alle Forze dell’ordine, ai soccorritori e ai volontari, ai cittadini di Genova, i giornalisti che “hanno tenuto alta l’attenzione su questa vergogna nazionale”.

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