Argentina: Donza (economista), “mercati temono che il governo peronista non rispetti gli accordi con il Fondo monetario”

“C’è poco da dire, i mercati facevano il tifo per Macri. La loro è un’aspettativa di continuità, perché vengano onorati gli impegni presi con il Fondo monetario”. Così l’economista dell’Università Cattolica argentina (Uca) Eduardo Donza, uno dei ricercatori dell’Osservatorio del disagio sociale, creato dall’Uca nel 2004, commenta con il Sir il tonfo della Borsa di Buenos Aires (meno 48% alla sua apertura, lunedì) e del peso argentino (che ha perso il 25% del suo valore rispetto al dollaro), in seguito alla vittoria del peronista Fernández alle Primarie delle presidenziali . C’è il dubbio che un governo peronista venga meno ai patti”. Un prestito da rispettare, che prevede interessi fino al 70%. Un avvertimento? “Non proprio, la definirei piuttosto una prospettiva anticipata”. Inoltre, “ci sono gruppi imprenditoriali, soprattutto nell’ambito dei servizi, che si aspettano da un governo Fernández un controllo molto più ferreo sui prezzi”. In tutto questo, mentre l’inflazione galoppa e promette di passare dall’attuale 40% a oltre il 50%, c’è purtroppo una certezza su chi pagherà il prezzo di questa tempesta, basata su ipotesi tutte da dimostrare: “L’aumento dell’inflazione è destinato a ripercuotersi immediatamente sui prezzi degli alimenti – prosegue Donza – e di conseguenza sulla qualità della vita, già ampiamente compromessa, delle famiglie argentine e dei ceti più bassi, si interrompe il ciclo virtuoso dell’economia domestica. Con l’interrogativo di quello che potrà succedere dopo le elezioni”. Inevitabile chiedere all’economista se è possibile evitare questa corsa distruttiva e irrazionale: “Bisogna costruire fiducia e costruire una transizione ordinata. E’ un compito comune, che spetta a tutti i partiti, e anche al Governo. Non possiamo andare avanti così per due mesi, con un’economia in preda alle convulsioni. Bisogna costruire un accordo e rassicurare tutti i soggetti che l’eventuale passaggio di potere sarà ordinato”.

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