Svizzera: record di frontalieri in Ticino e nella Confederazione. 74mila gli italiani che varcano il confine per lavorare

Una veduta di Lugano. Sotto, immagini tratte dal servizio della tv svizzera sui frontalieri

“I frontalieri in Ticino non sono mai stati così tanti. Nel secondo trimestre del 2019 il loro numero ha infatti raggiunto 66.316 unità, facendo registrare un aumento del 3,8% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 3,4% su base annuale”. Il dato viene da un servizio della tv svizzera di lingua italiana, che sottolinea le preoccupazioni ticinesi per il mercato del lavoro locale. L’economista Fabio Losa analizza i dati e conferma che nel cantone di lingua italiana tre quarti dei nuovi posti di lavoro, stagionali o meno, sono appannaggio dei frontalieri, italiani e non. In Ticino arriva un quinto dei frontalieri totali che superano nell’intera Confederazione quota 300mila. Le cifre rilanciate dalla televisione sono state rese note dall’Ufficio federale di statistica. “Il picco precedente (66.046) risaliva al secondo trimestre 2017 e il numero era in seguito calato sino a 62.053 a fine 2018, per poi tornare a salire fino al nuovo primato assoluto”, riferisce la Tsi. “La gran parte dei lavoratori che varca il confine è impiegato nel settore dei servizi (42.399) e proprio in questo ramo è stata riscontrato l’incremento maggiore. Nel settore secondario erano impiegate 23.382 persone, nel primario 539”.

Le regioni svizzere più attraenti, oltre al Ticino, “sono quelle del Lemano (120.857) e la Svizzera nord-occidentale (69.279), che comprende Basilea. La gran parte dei frontalieri lavora nel terziario, che mostra anche tassi di crescita più elevati”. A livello nazionale, i principali Paesi di provenienza sono nell’ordine Francia (176.955), Italia (74.920) e Germania (60.169). I frontalieri italiani erano 36mila nel 2002, passati a 48mila nel 2008, per raggiungere la cifre record attuale di 74.920.

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