Papa in Madagascar: p. Sciuchetti (gesuita), “aiutare la popolazione a sconfiggere povertà e corruzione”

La povertà generalizzata, la corruzione e il malaffare, l’espropriazione delle risorse naturali a esclusivo vantaggio di pochi investitori stranieri. Sono alcuni dei principali problemi sociali che affliggono il Madagascar, dove Papa Francesco andrà in visita dal 6 all’8 settembre nell’ambito del viaggio apostolico che comprende anche Mozambico e Maurizio (4-10 settembre). A parlarne al Sir dalla capitale Antananarivo è padre Elio Sciuchetti, 78 anni, gesuita originario di Villa Chiavenna, in provincia di Sondrio, da 48 anni in Madagascar, alla guida di quattro parrocchie nella periferia di Antanarivo. Il Paese conta 8 milioni di cattolici (un terzo dei circa 25 milioni di abitanti) ma i cristiani rappresentano il 58% della popolazione, con una proficua collaborazione con le Chiese protestanti. Il resto sono musulmani o seguaci dei culti tradizionali. “È una Chiesa viva – racconta padre Sciuchetti –. Nelle mie parrocchie la domenica ci sono 10 messe al giorno, alcune con oltre 1.500 persone che si affollano anche fuori dalla chiesa. Le vocazioni non mancano”. Alla messa di domenica 8 settembre che Papa Francesco celebrerà nel campo diocesano di Spamandrakizay sono attese oltre 800.000 persone. Negli anni il missionario ha visto peggiorare la povertà a causa dei processi di urbanizzazione che creano emarginazione sociale, e la corruzione a tutti i livelli. “Il Madagascar potrebbe essere un Paese ricco – spiega il missionario – perché ci sono molte risorse naturali come oro e pietre preziose, c’è tanta terra per l’agricoltura. Ma sono risorse mal utilizzate o inviate clandestinamente all’estero. Non portano benefici alla popolazione”. La maggioranza della popolazione vive dunque al di sotto della soglia di povertà, con piccole attività di commercio informale, agricoltura e pastorizia. In uno dei Paesi più poveri del mondo, la Chiesa investe molte energie nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria e nelle opere sociali. “Le preoccupazioni pastorali dei vescovi del Madagascar – racconta il gesuita – riguardano lo sviluppo e la creazione di un clima di giustizia”. Padre Sciuchetti spera di ascoltare dal Papa “un appello a favore della giustizia sociale, contro la corruzione e la povertà. La popolazione malgascia ha diritto ad una vita migliore”.

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