Papa Francesco: Angelus, “mantenere le lampade accese” per “illuminare le tante notti della vita”

“Ci è richiesto di mantenere ‘le lampade accese’, per essere in grado di rischiarare il buio della notte. Siamo invitati, cioè, a vivere una fede autentica e matura, capace di illuminare le tante ‘notti’ della vita”. Lo ha affermato ieri mattina, Papa Francesco, prima di recitare l’Angelus con i pellegrini giunti in piazza San Pietro. Commentando la pagina evangelica in cui “Gesù richiama i suoi discepoli alla continua vigilanza”, il Papa ha indicato come il primo atteggiamento da assumere è quello “del pellegrino, pronto per mettersi in cammino”. “Si tratta – ha spiegato Francesco – di non mettere radici in comode e rassicuranti dimore, ma di abbandonarsi, di essere aperti con semplicità e fiducia al passaggio di Dio nella nostra vita, alla volontà di Dio, che ci guida verso la meta successiva”. Poi bisogna mantenere “le lampade accese”. “Tutti – ha osservato – abbiamo avuto giorni che erano vere notti spirituali”. “La lampada della fede richiede di essere alimentata di continuo, con l’incontro cuore a cuore con Gesù nella preghiera e nell’ascolto della sua Parola”, ha proseguito Francesco, che ha ripetuto un invito già espresso in passato: “portate sempre un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per leggerlo”. “Nessuno – ha ammonito – può ritirarsi intimisticamente nella certezza della propria salvezza, disinteressandosi degli altri. È una fantasia credere che uno possa da solo illuminarsi dentro. No, è una fantasia. La fede vera apre il cuore al prossimo e sprona verso la comunione concreta con i fratelli, soprattutto con coloro che vivono nel bisogno”. Un terzo aspetto richiamato dal Papa è quello dell’“essere pronti per l’incontro ultimo e definitivo col Signore”. “In questa prospettiva – ha evidenziato –, ogni istante diventa prezioso, per cui bisogna vivere e agire su questa terra avendo la nostalgia del cielo: i piedi sulla terra, camminare sulla terra, lavorare sulla terra, fare il bene sulla terra, e il cuore nostalgico del cielo”.

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