Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “siamo amministratori del Creato e non predatori”

“C’è urgenza che il Dio-pastore torni a dettarci le regole più elementari della fraternità, ricordandoci che siamo amministratori dei suoi beni, e non possiamo esserne predatori”. Lo ha detto questa mattina il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nel corso della celebrazione eucaristica per la solennità di san Rufino che ha presieduto nella cattedrale di Assisi.
Nell’omelia, dopo avere parlato della catastrofe ecologica, della famiglia naturale messa a dura prova e della “crisi bellica universale verso le quali stiamo andando”, mons. Sorrentino ha sottolineato che “l’economia del nostro mondo è malata, al punto che Papa Francesco ha sentito il bisogno di una convocazione il prossimo anno qui ad Assisi per fare il punto su questo complesso e drammatico scenario”. “Il tema del Dio pastore, nella Scrittura, scivola dall’altezza di Dio alla nostra responsabilità, a tutti i livelli. Se infatti qui si parla del pastore nell’ambito della Chiesa e del cammino di fede, è facile fare di questo un’applicazione a tutti gli ambiti della vita, in cui la logica del buon pastore è ugualmente necessaria”. Il primo riferimento il vescovo lo ha fatto nei confronti nella vita di famiglia. “Genitori che abdichino alla loro responsabilità educativa, con l’esempio e la parola, tradiscono la loro missione”, poi “insegnanti, educatori, operatori sociali, ricercatori, imprenditori, sindacalisti, medici, giudici, che non si mettano in questa logica di servizio, diventano ugualmente responsabili di una società inquieta e malata”.

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