Carta di Leuca: mons. Angiuli (Ugento), “educhiamo i giovani a intendere il Mediterraneo come luogo di incontro e di pace”

“Il Mediterraneo ha un valore culturale molto profondo che sarebbe bene richiamare. Già La Pira e Sturzo parlavano della centralità del Mediterraneo ed oggi il tema torna alla ribalta con le note vicende accadute in questi ultimi anni. Noi rifacendoci all’insegnamento di don Tonino Bello e di Papa Francesco, l’anno scorso in preghiera sulla tomba di don Tonino ad Alessano, vogliamo educare i giovani a intendere il Mediterraneo come luogo di incontro, di dialogo, di convivialità e dunque di pace. Tutt’altra cosa rispetto a quelle che sono le realtà degli ultimi anni”. Con queste parole mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, commenta l’apertura della quarta edizione della Carta di Leuca, il meeting internazionale dei giovani per la pace che quest’anno, dal 10 al 14 agosto a Santa Maria di Leuca, ha come tema “Mediterraneo: agorà dei popoli”. Cinque giorni che partiranno con una preghiera sulla tomba di don Tonino Bello ad Alessano (Le) e si concluderanno con un pellegrinaggio notturno fino al santuario di Santa Maria di Leuca dove alle 7 mons. Angiuli presiederà la messa, prima della proclamazione della Carta di Leuca. Cinque giornate di dialoghi e convivialità, dunque, che sono “un piccolo segnale propedeutico al grande incontro che si terrà nel febbraio prossimo a Bari – ribadisce mons. Angiuli –. Questo tema era già stato sentito come tema fondamentale per la Chiesa. Giustamente il card. Bassetti, in una relazione tenuta recentemente a Molfetta per l’inaugurazione dell’Anno Accademico, ha detto che la Chiesa nasce Mediterranea. C’è quindi una identità nella dimensione della Chiesa che, proprio per questo, deve promuovere quei valori che sono di incontro, di convivialità e del superamento delle differenze in un dialogo che deve tendere ad armonizzarle”.

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