Carta di Leuca: mons. Angiuli (Ugento), “Chiesa desidera l’incontro. Anche l’Europa dovrebbe puntare sul dialogo”

“Il Mediterraneo ha una importanza strategica geografica e politica ma porta con sé anche un bagaglio di natura culturale. Qui sono nate le grandi religioni monoteiste ed è l’incrocio tra tre grandi continenti. E la collocazione storico-geografica e culturale-religiosa di questo mare lo rende un punto di riferimento necessario tanto per la Chiesa quanto per la società politica e civile. L’Europa per questo dovrebbe dare maggiore attenzione al fattore emergenziale delle migrazioni e avviare una politica di confronto dialogico con i popoli e gli stati dall’altra parte del Mediterraneo”. Il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli, è andato dritto al punto nella prima giornata della Carta di Leuca, il meeting dei giovani dal 10 al 14 agosto a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce. “Da parte della Chiesa – ha continuato – è forte il desiderio di incontro tra i popoli. Ma ci vuole una maggiore attenzione da parte dell’Europa che vive una sua fragilità. Ecco perché è necessario che la Chiesa, il mondo politico e le grandi istituzioni internazionali dovrebbero sviluppare questo incontro tra popoli e Stati”. Un dialogo dunque che, per mons. Angiuli, deve coinvolgere i giovani. Gli stessi giovani che al termine delle cinque giornate stileranno la carta di Leuca, un documento “che contiene i valori fondamentali del dialogo, dell’incontro e del riconoscimento dell’altro – conclude mons. Angiuli –. Vanno elogiati questi giovani che si impegnano a vivere questa esperienza così forte in questi giorni. Vogliamo richiamare le nuove generazioni, e non solo quelle della sponda europea del Mediterraneo, a quella cultura della convivialità che è parte della storia e della tradizione dei popoli del Mediterraneo”.

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