Spesa: Oxfam/Federconsumatori, “in Italia 3 su 4 disposti ad acquistare alimenti prodotti senza sfruttamento lavoratori”. Al via campagna e petizione online

In Italia 3 consumatori su 4 sono disposti ad acquistare alimenti prodotti senza sfruttamento dei lavoratori, indipendentemente dal prezzo. Solo per il 21,8% il fattore prezzo rimane determinante per compiere la scelta. Allo stesso tempo – nonostante la maggioranza dei consumatori intervistati (il 51,67%) si senta mediamente informata rispetto al tema dello sfruttamento nelle filiere agricole – 8 su 10 (il 78,20% del campione) dichiarano di non avere adeguate informazioni per poter riconoscere sugli scaffali dei supermercati i prodotti che assicurano una equa redistribuzione del valore tra tutti gli attori della filiera. Sono alcuni dei principali risultati emersi dal sondaggio realizzato a giugno da Oxfam e Federconsumatori tra i consumatori italiani. “I consumatori ci dicono di non voler essere complici inconsapevoli dello sfruttamento nei campi”, ma senza informazioni ed elementi “non riescono ad esercitare una scelta responsabile che pure dichiarano, senza esitare, di voler compiere”, spiega Giorgia Ceccarelli, policy advisor di Oxfam Italia -. Trasparenza quindi, ma anche la piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori delle filiere agroalimentari, inclusa la grande distribuzione organizzata, in nome di una maggiore equità”. Il nuovo sondaggio svela aspettative e richieste dei consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione: 8 italiani su 10 chiedono maggiore trasparenza sugli scaffali dei supermercati. Il sondaggio presentato oggi è stato realizzato nell’ambito della campagna di Oxfam “Al giusto prezzo”, che chiede ai big della grande distribuzione italiana – Coop, Gruppo Selex, Esselunga, Conad e Eurospin – di assumersi la responsabilità della tutela dei diritti umani nelle proprie filiere. Lanciata anche una petizione,  che ha già raccolto più di 11mila adesioni, per sensibilizzare tutti i cittadini sul ruolo che come consumatori possono esercitare per spingere i supermercati a migliorare le loro politiche.

 

 

 

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