Minori stranieri non accompagnati: Agia e Unhcr, “nell’80% dei centri visitati carenze di informazioni e attività di orientamento”

Il rapporto “L’ascolto e la partecipazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia! frutto di un lavoro congiunto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), presentato oggi al Museo dell’Ara Pacis a Roma dalla garante Filomena Albano e dalla portavoce Unhcr per il Sud Europa Carlotta Sami, evidenzia alcune delle problematiche più segnalate: “Nell’80% dei centri visitati sono state rilevate diffuse e sostanziali carenze nelle informazioni e nelle attività di orientamento destinate ai ragazzi. Nel 53% è stata denunciata la mancanza di attività di socializzazione e nel 47% dei casi è risultato che la permanenza nei centri di prima accoglienza o emergenziali si è protratta ben oltre i 30 giorni massimi fissati dalla legge”. Non solo: “I gestori dei centri hanno lamentato tempi lunghi per la nomina dei tutori. Insieme ai ragazzi hanno, inoltre, segnalato l’impossibilità di far giocare i giovani in squadre di calcio iscritte alla Figc, poiché per il tesseramento è richiesta la firma di autorizzazione da parte di un genitore”.
E ancora: “L’80% dei minorenni coinvolti poi nelle attività di partecipazione ha chiesto approfondimenti e chiarimenti sulla procedura di richiesta di protezione internazionale e il 60% li ha chiesti sul funzionamento della Commissione territoriale, competente sulla valutazione delle richieste. Il 70% ha dichiarato di aver percepito ostilità o pregiudizi, mentre il 50% ha manifestato l’esigenza di condividere tempo e spazi con i coetanei italiani. Il 40% ha dichiarato di non essersi sentito coinvolto nelle scelte al proprio percorso legale in Italia”.

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