Carmelitani: p. Millán Romeral (priore generale), “combinare nella formazione culture locali e tradizione dell’Ordine”

“L’Ordine negli ultimi decenni è cresciuto molto geograficamente. Tale crescita è stata una vera benedizione per l’Ordine e un motivo di gioia per tutti noi”. Lo scrive padre Fernando Millán Romeral, priore generale dell’Ordine dei Carmelitani, nella sua lettera in occasione della solennità della Vergine del Carmine, che ricorre il 16 luglio. Riferendosi al prossimo capitolo generale, che si celebrerà a Sassone (Roma) dal 9 al 29 settembre, il superiore segnala che “queste ‘missioni’ o nuove presenze comportano anche una sfida, soprattutto per ciò che si riferisce alla formazione dei futuri carmelitani”. Il riferimento è a “una formazione che dovrà combinare lo specifico delle culture locali con la tradizione più genuina dell’Ordine alla quale dobbiamo essere fedeli e della quale dobbiamo essere trasmettitori”. Tra gli altri compiti del prossimo Capitolo, quello di rivedere le Costituzioni. “Non si tratta di elaborare delle nuove Costituzioni – spiega il priore generale –, ma di includere alcuni aspetti che mancavano, dei quali ci siamo resi conto nel tempo, o di aggiungere alcuni riferimenti agli ultimi documenti ufficiali della Chiesa, oppure di rifinire meglio alcuni numeri che – con il trascorrere del tempo – sono potuti diventare obsoleti o risultano insufficienti di fronte alle nuove problematiche e alle sfide della nostra società”. La ‘ratio’ dell’intervento indicata è quella di “mostrare ciò che siamo e, ancor più, ciò che vogliamo essere”. “Non sono norme vuote e disincarnate, frutto di un legalismo antiquato, ma mostrano il nostro umile impegno a vivere da Carmelitani del XXI secolo che, con gioia, generosità e creatività, si mettono al servizio della Chiesa e dell’evangelizzazione”.

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