Diocesi: Salerno, mons. Bellandi ordinato vescovo. Card. Betori (Firenze), “attenzione ai poveri e custodire la verità della fede”

“È questo il nostro primo dovere come vescovi: dire agli uomini e alle donne del nostro tempo la luminosa verità di Cristo e proporre la gioiosa esperienza della comunione nella Chiesa, con la gioia del Vangelo e la libertà, la franchezza, la parresía della testimonianza”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia della messa celebrata oggi pomeriggio nella cattedrale di Salerno, durante la quale ha ordinato vescovo mons. Andrea Bellandi, che guiderà la diocesi salentina. “L’attenzione ai poveri, nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo, sia sempre presente alla tua mente e al tuo cuore, perché il tuo popolo continui e cresca nella sua vocazione all’accoglienza di chi è ai margini e alla promozione di tutto ciò che contribuisce a edificare il vero umanesimo”, ha aggiunto il porporato. Che ha affidato al vescovo anche un altro impegno: custodire “la verità della fede che nella tradizione ci viene consegnata dalla Chiesa e che un vescovo ha il compito di garantire nella sua integrità”. “Oggi pure non mancano minacce, interne ed esterne, alla purezza del Vangelo”. Per quanto riguarda le prime, il riferimento alle “nuove forme di gnosticismo e di pelagianesimo”. “Insomma, da una parte fiducia nei nostri mezzi, dall’altra mancanza di rapporto con la realtà”. E poi ci sono “le tentazioni che vengono dall’esterno, le forti pressioni con cui il pensare diffuso vorrebbe indurre a spegnere l’originalità e la radicalità del Vangelo, per assuefarsi ai canoni di una società permeata da nichilismo, secolarismo, materialismo”. “Contro queste tentazioni – ha spiegato il cardinale – vale il richiamo di san Paolo a riporre la nostra fiducia nello Spirito e a riconoscere la presenza di Dio nel cammino concreto della storia e delle persone che incontriamo”. Quindi, un criterio “chiaro ed esigente”, che “non mancherà di illuminare la tua guida della Chiesa in terra salernitana: nessun cedimento ai canoni mondani del successo, dedizione all’annuncio del Vangelo e al suo inveramento nella carità”. Infine, le forme con cui “dovrà esprimersi il tuo ministero episcopale”. “Fedeltà alla successione apostolica, annuncio evangelico, custodia del deposito della fede, comunione ecclesiale sotto la guida del successore di Pietro, cura del popolo cristiano e dei suoi ministri, accoglienza dei poveri, ricerca di quanti sono dispersi, costanza nella preghiera”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori