Diocesi: mons. Schillaci (Lamezia Terme), “mai condividere percorsi che accarezzano logiche malavitose”

“Il cristiano non può mai condividere percorsi che privilegiano o accarezzano logiche malavitose di violenza, palesi o subdole, perché semplicemente contraddicono il Vangelo”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Giuseppe Schillaci, vescovo di Lamezia Terme, dopo aver ricevuto l’ordinazione episcopale. “È proprio il rovesciamento della logica di questo mondo a fare ‘la differenza cristiana’ – ha affermato il presule -, ma è quello che siamo chiamati a incarnare con uno stile di vita, con dei gesti concreti, in particolare, nei confronti di coloro che non contano nulla, dei senza difesa e delle vittime”. Per mons. Schillaci, “il servizio per un discepolo significa conformarsi allo stile di vita di Cristo”. “Ogni buon discepolo – ha proseguito – non vuole mai esercitare sull’altro e sugli altri nessuna forma di potere, per cui abbracciare la forma del servizio significa prendere decisamente le distanze da ogni logica che mira al dominio e al controllo sugli altri e degli altri”. Tutto ciò – ha evidenziato il vescovo – “comporta rinunciare a uno stile di vita che cerca tornaconto e interesse personale o che si serve dell’uso della forza e della violenza solo per un desiderio sfrenato di potere. È con il Vangelo che bisogna fare i conti, non per scoraggiarsi, ma al contrario per ritrovare freschezza, energia, entusiasmo”. Mons. Schillaci, infine, ha ringraziato Papa Francesco “che ha voluto chiamarmi al ministero episcopale”. “Con il suo ministero petrino ci invita incessantemente a lasciarsi plasmare e inquietare dalla gioia del Vangelo per uscire e con la forza del Vangelo avviare processi”.

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