Pornografia online: p. Cucci, “riconoscere dipendenza e fattori d’innesco, addomesticare internet, farsi aiutare anche da cammino di fede, riscoprire altruismo”

“Internet non ha creato la pornografia, così come non ha creato la dipendenza, il bullismo, la violenza, il gioco d’azzardo, l’isolamento sociale. Non si tratta dunque di fare il processo a un’invenzione che, come ogni altra, può essere usata per il bene o per il male”. Esordisce così padre Giovanni Cucci, scrittore de “La Civiltà Cattolica, che nel numero del quindicinale in uscita sabato affronta il tema spiegando anzitutto quali sono le precondizioni dello sviluppo di una dipendenza dal sesso “virtuale” che “attecchisce solitamente in personalità che manifestano difficoltà nella vita ordinaria, insieme a ferite del passato”. L’articolo, quindi, presenta alcune possibili piste terapeutiche per un cammino di libertà e di ritorno alla vita. In particolare si fa riferimento alla proposta dell’associazione Sex Addicts Anonymous (Saa) – strutturata sulla base del percorso terapeutico degli Alcolisti anonimi – che cerca di aiutare coloro che vivono la sessualità in modo com­pulsivo, evidenziando nel corso del tempo le stesse modalità distrut­tive riscontrate nella dipendenza da droga e alcol. Vengono infine presentati i passi essenziali del percorso della Saa, che riprende molti punti della dottrina della Chiesa in materia di sessualità, mostrandone l’efficacia in chiave te­rapeutica. In questo percorso, spiega Cucci, “appare fondamentale saper riconoscere i ‘fattori di innesco’” e imparare ad “addomesticare” internet. E ancora, “accettare l’aiuto del gruppo, riconoscere le ferite del passato, non sottovalutare l’importanza di un cammino di fede, riscoprire l’altruismo e la sua grande efficacia terapeutica”.

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