Carabiniere ucciso a Roma: mons. Marcianò (Ordinario militare), “ha servito persino la vita dei criminali”

“Mario, un giovane meraviglioso che ha scoperto il sapore dell’esistenza non nello ‘sballo’ ma nel dono di sé: nel volontariato di barelliere all’Ordine di Malta, nell’essere uomo dei poveri e ultimi, dei senzatetto con i quali condivideva il suo tempo libero, i suoi averi, il suo sorriso”. Lo ha detto mons. Santo Marcianò, l’ordinario militare per l’Italia, nell’omelia della celebrazione, a Somma Vesuviana, delle esequie del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nella notte del 26 luglio mentre, con un collega, era impegnato in una operazione in borghese. “Sconvolti, i suoi colleghi riferiscono di come incarnasse a perfezione la missione del carabiniere, con competenza e destrezza ma anche con una dedizione e una cura della persona superiori a ogni regolamento scritto – ha aggiunto l’arcivescovo -; era capace – abbiamo sentito da tante testimonianze – di vegliare una notte intera in ospedale, accanto a una madre vedova e alla figlia, o di provvedere ai pasti e alla dignità dei criminali arrestati. Sì, ha servito persino la vita dei criminali, anche di colui che lo ha accoltellato e che, certamente, egli avrebbe voluto difendere dal dramma terribile della droga che disumanizza e rende vittime dei mercanti di morte, soprattutto i giovani”. Soffermandosi sul sorriso del vicebrigadiere, mons. Marcianò lo ha indicato come “testimonianza di una non comune capacità di donare amore, amicizia, gioia”. “Era la sua vita, perciò ha potuto servire la vita fino alla fine, offrendo una lezione indimenticabile che lascia senza parole e ha fermato l’Italia, con una partecipazione di popolo poche volte registrata”. Rivolgendosi poi alla moglie, Maria Rosaria, l’ordinario ha riconosciuto la sua sensazione di sentire di “aver perso tutto, perché Mario era la tua vita, così come era la forza e il sostegno della vita della famiglia: di te, mamma Silvia, del fratello Paolo, dell’amata sorella Lucia, custodita ancor più teneramente da quando il padre era tornato in Cielo”. E ha indicato nel Cielo “il vero segreto di Mario”, “la straordinaria testimonianza di fede che lo ha reso ‘luce del mondo’ e rimane in ricordi intensi e commoventi: la promessa di matrimonio nella Grotta a Lourdes, i pellegrinaggi a Lourdes, Loreto, Medjugorie”.

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