Bimbo autistico rifiutato dalla famiglia: Griffini (Aibi), “centinaia di richieste di adozione, la politica non ostacoli la generosità”

“Le centinaia di richieste di adozione per il bimbo di 11 anni autistico abbandonato dai genitori? Testimoniano che in Italia la voglia di adozione c’è, che la generosità delle famiglie è intatta. La politica allora non deve ostacolarla”. Lo afferma Marco Griffini, presidente di Aibi – Amici dei bambini, che indica come primo passo quello di “delegare la presidenza della Commissione adozioni internazionali (Cai) al ministro della Famiglia, così da non perdere altro tempo prezioso”. Decine sono state le famiglie che in questi giorni si sono dette disponibili ad adottare il bambino di 11 anni abbandonato dai genitori, per il quale si è mobilitata Casa San Sebastiano, struttura del Trentino Alto Adige per le persone affette da autismo. “Spesso sentiamo dire – aggiunge Griffini – che il crollo delle adozioni è dovuto alle motivazioni più disparate: dall’assenza di coppie disponibili al rifiuto di minori con bisogni particolari o di età troppo avanzata. Quanto accaduto dimostra che non è così e che la propensione delle famiglie italiane all’accoglienza non è certamente svanita nel nulla”. Una realtà che il recente fatto di cronaca ha portato ancora una volta alla luce. “A volte basta che una di quelle cartelle cliniche che compongono le cosiddette ‘neglect list’ di tutto il mondo diventi una storia per sollevare l’attenzione e noi ce ne accorgiamo grazie ai nostri canali di comunicazione – prosegue il presidente di AiBi –. L’adozione è anche legata alla narrazione che si fa di questi bimbi. Certo, se i giornali ogni tanto pubblicassero le loro storie… I servizi sociali e i tribunali, inoltre, dovrebbero iniziare a capire oggi che cos’è l’adozione internazionale e chi sono i bambini bisognosi di essere adottati. Invece continuiamo a sentir parlare di ‘decreti vincolati’, con tribunali che non concedono l’idoneità all’adozione per minori al di sopra dei sette anni. Uno scandalo. E dov’è il ministero della Giustizia? Anche la politica deve svegliarsi”.

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