Brasile: dom Portella (segretario Cnbb), “l’Amazzonia diventi per la nostra Chiesa una priorità missionaria”

“Possa la Chiesa in Brasile considerare l’Amazzonia come una priorità missionaria”. Questo l’auspicio del segretario generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), dom Joel Portella, vescovo ausiliare di Rio de Janeiro, in un intervista pubblicata sul sito della Repam (Rete ecclesiale panamazzonica) Brasile. Il vescovo fa notare che ci sarà una felice concomitanza tra il Mese missionario straordinario e il Sinodo: “Perché la regione amazzonica dovrebbe essere vista come opzione missionaria del Brasile? Perché, in fin dei conti, nella Chiesa nessuno è estraneo”. Se ogni missionario “potesse andare in Amazzonia per fare la sua esperienza, quando tornerà, tornerà diverso. I nostri sacerdoti diocesani, quando vanno lì, tornano diversi per quanto hanno appreso, avendo vissuto un altro tipo di relazione. Se il Brasile, ‘missionariamente’, accoglie l’Amazzonia nel suo insieme, abbiamo molto da guadagnare”.
Nell’intervista dom Portella riflette sulla peculiarità di questo Sinodo: “Siamo di fronte a un Sinodo di carattere transnazionale, che comprende una regione ecologica, culturale, umana. Direi che un primo importante contributo fornito dal Sinodo amazzonico è questo nuovo modo di comprendere la realtà che ci sfida. È una realtà che non si limita a un orizzonte geografico, politico, sociopolitico, a un Paese, non si limita a una cultura, perché ci sono innumerevoli culture presenti, ma sta sfidando il Vangelo in questa nuova comprensione della realtà in cui si trova”.
Il segretario generale della Cnbb, in merito al dibattito sull’esigenza di nuove forme di ministerialità per rispondere alle sfide pastorali dell’Amazzonia, evidenzia: “Non è possibile per pensare al momento evangelizzatore attuale, senza porre anche la questione delle ministerialità. Questo è pacifico e nessuno lo discute”. “Direi – aggiunge – che la Chiesa dell’Amazzonia può contribuire, che il Sinodo può contribuire al riconoscimento di una Chiesa altamente ministeriale, con diversi servizi, con diversi ministeri. Altre questioni sono molto ampie, molto grandi, e quindi dovremo misurare se abbiamo le gambe per fare questo passo”.

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