Aggressioni a migranti: mons. Pelvi (Foggia), “il veleno del razzismo si sta insinuando nel territorio”

Comincia ad intravedere “il veleno del razzismo” che si sta insinuando nel territorio, “creando sempre più delle barriere, allargando le divisioni”. Così mons. Vincenzo Pelvi, vescovo di Foggia, commenta al Sir le aggressioni continue ai lavoratori immigrati nel foggiano: negli ultimi dieci giorni ci sono state almeno quattro aggressioni, con nove ragazzi africani colpiti a sassate sulla testa, spesso minacciati e inseguiti da automobili. Spesso nella stessa zona e nello stesso orario. Il più grave è ricoverato all’ospedale di San Giovanni Rotondo. “Mi pare che si stia teorizzando, e poi di fatto realizzando, una architettura ostile per sbarazzarsi della loro presenza – afferma –. Non vorrei che dietro ci fosse veramente una regia di malevolenza”. La diocesi, tramite la Caritas, ha realizzato diversi progetti per l’inserimento lavorativo di alcuni migranti in aziende locali. “Davanti alla loro integrazione sta scoppiando una forma di fastidio – osserva –. Si respira un’aria non solo di paura ma di scontro, rabbia, diffidenza, perfino di odio. E l’odio cerca di inquinare il senso di umanità. Tutto questo è causato innanzitutto da violenze urlate, dal linguaggio verbale. Si sta creando una atmosfera antievangelica: anche se tutti si dicono credenti non vivono da cristiani. Anche sui social si usa questo linguaggio volgare. Tante persone, non contente delle violenze urlate, passano a questi gesti offensivi”. A suo avviso “sta maturando in maniera subdola una discriminazione. L’altro non è visto come un dono ma quasi come un inferno. Eppure la presenza di immigrati, che è diminuita, è serena e costruttiva, di amicizia ed empatia con le persone, anche nei luoghi di lavoro”. Mons. Pelvi collega la violenza verbale ad altre forme di violenza presenti nel territorio, come le baby gang: “Abbiamo dato vita ad un Comitato per l’ordine e la sicurezza perché in alcune parrocchie e parchi c’era chi dava fastidio durante gli incontri giovanili. Queste bande hanno cercato di creare disagio”. “Abituarsi a sentire un linguaggio volgare, gesti offensivi, rivalità istituzionale nel territori, sono tanti piccoli segni che danno come risultato questa rabbia”, aggiunge. Il vescovo di Foggia ha deciso di dedicare il 4 agosto, primo giorno della novena per la festa patronale del 15 agosto, ai 14 ragazzi immigrati morti lo scorso anno nei due incidenti stradali.

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