Sacramento penitenza: p. Orsy (Georgetown), “scomparse le file ai confessionali, benedire nuova direzione”

“Negli ultimi 5 o 6 decenni, l’atteggiamento dei fedeli nei confronti della confessione privata è cambiato in forma drammatica. Le lunghe file di fronte ai confessionali sono scomparse e in molte chiese sono stati convertiti per altri usi”. Lo scrive padre Ladislas Orsy, docente di Giurisprudenza al Centro giuridico dell’università Georgetown di Washington, in un articolo dedicato alla crisi vissuta dal sacramento della penitenza, pubblicato sull’ultimo numero de “Il Regno”. Segnalando che “si è creato un vuoto immenso dentro la Chiesa”, il gesuita denuncia che “la misericordia arriva a intermittenza e non fluisce come dovrebbe secondo l’abbondanza divina”. La conseguenza indicata è che “il corpo di Cristo è denutrito di grazia sanante e per questo indebolito internamente”. Un’attenzione è riservata da p. Orsy anche all’impegno dei Papi e dei vescovi, che, “dando per scontato che il comportamento dei fedeli avesse preso la direzione sbagliata, hanno risposto con indicazioni correttive e forti esortazioni, fino al punto di dare il proprio personale esempio andando a confessarsi sotto lo sguardo di tutti”. Un impegno che “a parte qualche successo locale e temporaneo”, secondo il gesuita, non ha fornito “prove che essi siano riusciti a ribaltare il trend”. “Ogni tentativo d’amministrare il sacramento secondo nuove modalità, come ad esempio quella dell’assoluzione generale, a prescindere dal suo successo, è stato rifiutato”. Eppure, “le persone hanno fame della misericordia sacramentale e agli scribi è chiesto d’estrarre il proprio tesoro antico e nuovo e ai pastori di benedire una nuova direzione dove l’immaginazione si mescola con un’esperienza ricca di grazia”.

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