Porto Rico: continuano proteste di piazza. Per i vescovi la posizione del governatore Rosselló “è compromessa di fronte al Paese”

“Due principi di governo democratico sono stati lacerati, irrimediabilmente, dal signor governatore e da alcuni suoi assistenti e collaboratori”. Lo afferma, in una nota diffusa ieri, la Commissione permanente della Conferenza episcopale portoricana, ritenendo così ormai compromessa di fronte al Paese la posizione del governatore Ricardo Rosselló, contro il quale proseguono le forti proteste di piazza nell’isola. Tra i motivi dello scontento, i casi di corruzione che hanno coinvolto i politici locali, la mancanza di servizi adeguati, alcune affermazioni sessiste e omofobiche del governatore, emerse dalla rivelazione del contenuto di una sua chat privata.

Per i vescovi portoricani il governatore ha dunque abusato due volte del suo potere esecutivo, insieme al suo governo, “insultando persone e gruppi particolari con parole e azioni che vanno oltre il principio di base della governabilità in vista del bene comune e del rispetto di ogni persona umana”. Inoltre, secondo la nota, Rosselló ha abusato della “sua stessa posizione elettiva come governatore, che dev’essere uno spazio ‘sacro’ di governo di fronte a un popolo che lo ha eletto democraticamente”. Principio, questo, rotto da un uso disinvolto delle reti sociali.
Conclude la Conferenza episcopale, nel messaggio firmato tra gli altri dal presidente, mons. Rubén González Molina, vescovo di Ponce, e dall’arcivescovo di San Juan, mons. Roberto González Nieves: “Invitiamo i pastori, le comunità parrocchiali e tutto il popolo a intensificare la preghiera per i nostri leader e per la situazione del Paese”.

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