Germania: identikit della Chiesa tedesca. Padre Langendörfer, “numeri preoccupanti”. Vesper, “affrontare processo di riforma”

“Le statistiche attuali sono preoccupanti. Non c’è nulla da nascondere sui numeri, confermano una tendenza che ha segnato la Chiesa negli ultimi anni”. È il segretario generale della Conferenza episcopale tedesca, padre Hans Langendörfer, che così commenta le statistiche 2018 della Chiesa cattolica in Germania e in particolare le 216.078 persone che hanno lasciato la Chiesa. Sono numeri che “confermano le previsioni” di uno studio pubblicato nel maggio scorso, ma che però chiedono di essere “autocritici e costruttivi”. “Ci dispiace quando le persone lasciano la Chiesa cattolica”, afferma padre Langendörfer, che esprime comprensione per “la sfiducia” che può nascere da una distanza o quando “la credibilità va perduta”. La domanda che si pone per la Chiesa è “come possiamo trasmettere alle persone una speranza e una prospettiva a partire dalla fede e farli sentire a casa nella Chiesa”, anche a chi non ne fa più parte o a chi vorrebbe rimettersi in dialogo con la Chiesa. Il “cammino sinodale che vogliamo percorrere insieme dovrebbe affrontare anche questo elemento critico”. D’accordo il segretario generale del Comitato dei cattolici tedeschi (ZdK), Stefan Vesper, che in una dichiarazione ha definito questi numeri come “incentivo ad affrontare coraggiosamente e risolutamente il processo di riforma avviato dalla Via sinodale”.

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