Ex Ilva: La Neve (Fim Cisl Taranto-Brindisi), “dopo incidente mortale i lavoratori non vogliono salire più sulle gru”

“Nell’area portuale di ArcelorMittal abbiamo grossi problemi perché i lavoratori non vogliono salire più sulle gru dopo quanto è successo”. Lo ha affermato Vincenzo La Neve, coordinatore di fabbrica della Fim Cisl Taranto-Brindisi, al termine dell’incontro dei sindacati con l’azienda mentre a Fragagnano si svolgevano i funerali di Cosimo Massaro, l’operaio caduto in mare con l’intera gru lo scorso 10 luglio durante il tornado che ha investito la città. Tanti i colleghi commossi e preoccupati, ieri, a pregare per Mimmo. “Adesso da lassù, pensa a noi che rimaniamo lì”, ha gridato qualcuno di loro, accarezzando il feretro. “È stato acclarato che tutto il quarto sporgente portuale è inagibile a causa del sequestro della Procura dopo la tragedia di mercoledì scorso – ha spiegato La Neve – e dovranno essere quindi trovate delle alternative al quarto sporgente che sono l’utilizzo di una gru del secondo sporgente e delle banchine del porto mercantile. In quest’ultimo caso, materie prime e minerali verrebbero trasportati in fabbrica con i camion. Delle quattro banchine, però, solo il quarto sporgente sequestrato ha una profondità fondali di circa 25 metri e quindi consente l’attracco di navi di grandi dimensioni quali sono quelle che trasportano ciò che serve all’acciaieria per produrre”. In questo momento è in corso un vertice all’Autorità portuale di Taranto per capire quali possibilità alternative trovare. “Si verificherà quali disponibilità ci sono, tenendo conto della particolarità dell’operazione, dell’agibilità degli spazi e delle gru e dei mezzi che devono essere usati. Non si esclude anche l’utilizzo di una parte del molo polisettoriale ma in via temporanea – ha concluso La Neve – compatibilmente con le altre necessità, considerato che questa banchina sta per essere concessa al gruppo turco Yilport”.

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