Diocesi: Genova, domani il card. Bagnasco benedice il restauro della Croce Maior della basilica delle Vigne

Domani alle 16.30, nella basilica di Santa Maria delle Vigne, a Genova, il cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco benedirà il restauro della Croce Maior della basilica, un importante testo figurativo riferibile alla scuola senese attiva a Genova all’inizio del Trecento. Il grande Crocifisso, purtroppo privo dei capocroce, fu attribuito erroneamente ai primi decenni del Quattrocento e, in seguito, al periodo finale della produzione di Barnaba da Modena, attivo a Genova nel terzo quarto del XIV secolo. Il confronto invece con la grande Croce dipinta, un tempo collocata nella chiesa di Sant’Agostino e oggi posta nella chiesa barocca di Nostra Signora della Consolazione e San Vincenzo Martire, ha permesso di verificare che la Croce delle Vigne potrebbe essere precedente: la struttura è infatti ancora fortemente dipendente da modelli duecenteschi, caratterizzati dalla presenza di una grande aureola in rilevo e da un fondale dipinto con una finissima decorazione impressa a punzone, che richiama le preziose stoffe lucchesi, caratterizzata dalla vicinanza di motivi circolari, abitati da animali fantastici, foglie e fiori. La Croce delle Vigne è quindi attribuita dalla critica a un artista senese attivo negli anni centrali del secondo decennio del Trecento, tenendo conto anche della particolare anatomia del corpo, schematica e non appesantita, e dall’arcaica raffigurazione delle rughe frontali, retaggi di una pittura ancora legati a esempi duecenteschi. La Croce era esposta nel capocroce della basilica romanica, ma il rinnovamento barocco provvide a darle differenti sistemazioni. Durante il periodo bellico (1943) fu trasferita nel ricovero di Voltaggio per ritornare nel 1946 a Sant’Agostino: restaurata nel 1954 fu esposta nella Mostra di opere restaurate del 1956, curata da Pasquale Rotondi, allora soprintendente.. Depositata presso il Museo di Sant’Agostino, fu chiesto il nulla osta al restauro nel 2008 su un progetto di Nino Silvestri, che la custodisce nel suo laboratorio, in Via Lata.

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