Rifiuti speciali: Rapporto Ispra 2019, “in Italia 350 impianti di coincenerimento, 90 di incenerimento e 324 discariche”

Il Rapporto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) “Rifiuti speciali 2019”, presentato oggi a Roma, nella sala capitolare presso il chiostro di Santa Maria sopra Minerva del Senato, offre un quadro anche sugli impianti nei quali vengono trattati i rifiuti speciali. Nel 2017 “gli impianti produttivi che coinceneriscono rifiuti speciali sono 350, di questi 285 utilizzano una quantità di rifiuti superiore a 100 tonnellate/anno, mentre i restanti 65 trattano piccoli quantitativi di rifiuti esclusivamente per il recupero di energia termica/elettrica funzionale al proprio ciclo produttivo”. Il quantitativo complessivo di rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, destinato a coincenerimento è pari a circa 2 milioni di tonnellate; rispetto all’anno 2016 la situazione rimane quasi invariata, con una flessione di circa 65mila tonnellate (-3,4%). I maggiori quantitativi di rifiuti speciali sono recuperati nelle regioni del Nord (71,1% del totale), seguono quelle del Sud (14,8%) e quelle del Centro (14,1%).
Nel 2017 “sono stati avviati a incenerimento circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali di cui 837mila tonnellate (66,4% del totale) non pericolosi e quasi 423mila tonnellate (33,6% del totale) pericolosi”. Rispetto all’anno 2016, “si registra una flessione dei rifiuti speciali inceneriti del 4,6%, circa 55mila tonnellate”. Gli impianti di incenerimento in esercizio nel 2017, che trattano rifiuti speciali, “sono 90, di cui 49 localizzati nel Nord, 11 al Centro e 28 al Sud. L’analisi dei dati evidenzia come, coerentemente con la distribuzione del parco impiantistico, la maggior parte dei rifiuti speciali, sia trattata negli impianti localizzati al Nord (83,2% del totale con oltre un milione di tonnellate), cui seguono le regioni del Sud con il 10,5% (circa 133 mila tonnellate) e del Centro con il 4,1% (oltre 51 mila tonnellate)”.
Nell’anno 2017, a livello nazionale, “il numero totale delle discariche operative, è pari a 324; 156 sono discariche per rifiuti inerti (48,1% del totale degli impianti operativi), 157 sono discariche per rifiuti non pericolosi (48,5% del totale), e 11 sono discariche per rifiuti pericolosi (3,4% del totale)”. Analizzando il triennio 2015-2017, si assiste ad una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative che passano da 364 del 2015, a 350 del 2016, e a 324 nel 2017. La maggior parte delle discariche è localizzata al Nord con 183 impianti, 47 sono ubicate al Centro e 94 al Sud. Nell’anno 2017, “i rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica sono 12 milioni di tonnellate, pari all’8,2% del quantitativo dei rifiuti speciali gestiti a livello nazionale”. Il 53,8% viene gestito negli impianti situati nel Nord del Paese; il 21% dei rifiuti speciali viene avviato a smaltimento negli impianti del Centro; al Sud, infine, viene smaltito il 25,2% del totale nazionale.
L’analisi dei dati regionali rileva che “la Lombardia rappresenta la regione dove vengono smaltiti i quantitativi più rilevanti di rifiuti speciali (circa 3,2 milioni di tonnellate pari al 48,8% della macroarea e al 26,3% del totale nazionale), seguita dal Veneto (1,4 milioni di tonnellate, pari al 21,7% della macroarea e all’11,7% del totale nazionale). La Campania, a causa dell’assenza sul territorio di impianti autorizzati, non smaltisce rifiuti speciali, che vengono, quindi, avviati ad impianti fuori regione o all’estero”.

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